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FAQ

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  • 1) Come capire se un  cellulare è spiato e come rimuovere il software spia

     

    Se sospettate che sul vostro telefonino cellulare qualcuno abbia potuto installare a vostra insaputa un software spyphone, sappiate che scoprire la presenza di un programma per cellulari spia può essere un'operazione dalle difficoltà medio-alte, come talvolta molto semplice.

    Innanzitutto, la gran parte dei software spia per cellulari in circolazione, comunica con la "base" mediante SMS. Pertanto, basta analizzare i tabulati degli SMS inviati per avere una buona probabilità di scoprire un software spia in attività sul nostro cellulare.

    Altra cosa da controllare, è di vedere l'attività delle connessioni dati. Infatti, molti software spia per cellulari, di nuova generazione, comunicano con la "base" mediante dati a pacchetto, inviati a mezzo rete internet. pertanto, il cellulare spiato, ha la necessità di tanto in tanto di effettuare connessioni GPRS/UMTS/HSDPA per inviare i dati raccolti (come SMS, log chiamate, telefonate registrate, posizioni GPS, etc..).

    In tutti i casi, se non volete o non avete tempo di fare queste ricerche, basterà fare una cosa semplicissima per ripulire il cellulare da un software spia installato a vostra insaputa: formattare l'apparecchio.

    Per la gran parte dei cellulari Symbian S60, basterà digitare sulla tastiera: *#7370# e poi quando richiesto il codice di sicurezza (se non l'avete cambiato, in genere è 12345). A questo punto, tutti i dati presenti sul vostro apparecchio andranno cancellati definitivamente, compresi eventuali software spia.

    Se sul telefono da formattare, avete dei dati da salvare, come ad esempio SMS, Rubrica, appuntamenti, utilizzate una utility per fare il backup dei dati prima di formattare (Nokia PC Suite, Nokia OVI Suite per i cellulari Nokia). Per i cellulari di altre case diverse da Nokia, utilizzare gli strumenti appropriati per effettuare il backup dei dati.

  • 2) Intercettazioni cellulari i rischi che si corrono

    Rischi e Leggi sull' intercettazione dei Cellulari spia?

    I cellulari si Possono usare per controllare altre persone?

    La prima cosa da sapere è che legalmente non si possono controllare i cellulari altrui, neanche quelli dei propri familiari (logicamente da parte dei privati ed enti senza l'autorizzazione del PM), quindi il software e i cellulari cosidetti "spia" sono da considerarsi per uso personale e non per un controllo di altre persone, infatti si rischia penalmente (da 1 a 5 anni di galera) nel momento in cui la persona lesa fa una denuncia e comprovi che il cellulare è controllato da un'altra persona.

    Dal nostro sito WWW.CELLULARISPIA.COM Ultimo aggiornamento Venerdì 16 Aprile 2010 15:07

  • 3) Si può installare un software spia su cellulare con un SMS o un MMS?  

    La risposta secca è NO, ma potremmo rispondere  anche con un NI, perchè?

    Qualcuno asserisce che invece questo tipo di installazione da remoto può avvenire e senza dilungarci in questioni troppo tecniche sembra che questi (hacker della comunicazione GSM) non abbiano tutti i torti.

    Qualcuno dice che siano già in funzione e che li abbiano i servizi segreti di vari paesi ( ci sarà anche l'Italia? ) , ma sono solo ipotesi, niente di certo, forse sono solo leggende metropolitane.

    I nostri software, a parte tutte le eccezioni molto deboli e poco probatorie, NON POSSONO ESSERE INSTALLATI CON SMS NE' CON MMS

  • 4) Quali sono i problemi che possono avere i cellulari spia?  

    I difetti dei cellulari spia possono essere tanti e pochi a seconda se chi li compra e più propenso a capire l'effettivo funzionamento (quindi anche i difetti) e chi invece  non ne vuole sapere perchè ha speso una bella somma e quindi "il cellulare non DEVE avere i problemi!". Giusto, anzi giustissimo. Ma noi preferiamo elencarvi i vari difettiin modo che possiate decidere prima dell'acquisto .

    Adesso ve li elenchiamo tutti i difetti:

    1- Problemi - Difetti degli SMS SPIA:

    Si sa che il cellulare spia quando invia un sms spia il costo è del cellulare target (o controllato) quindi il credito va a diminuire man-mano che gli sms vengono inviati. Esistono però dei software dove l'sms spia viene accreditato diretto al cellulare controllore ma funziona solo con i Tim e in verità non sempre arrivano a destinazione.

    Risoluzione problemi SMS SPIA: invio dei messaggi con connessione internet (GPRS o Wap) all'email o al server. (Anche in questo caso ci sarebbe l'accredito della connessione ma se il cellulare target ha un contratto o una promozione in internet sulla Sim i costi sono da addebitarsi al canone mensile o settimanale che si vuole scegliere.( v. I NOSTRI SOFTWARE CON FUNZIONE DI REGISTRAZIONE CONVERSAZIONE)

     

    2- Problemi- Difetti della funzione ASCOLTO AMBIENTALE:

    Diciamo che tra le varie funzioni l'ASCOLTO AMBIENTALE è quello che non ha grossi problemi, infatti se si sta attenti a richiamare dopo 30-40 sec. dall'ultima chiamata e se non si trascorre troppo tempo a stare in ASCOLTO AMBIENTALE (consumo della durata della batteria), questa funzione ha dei problemi veramente molto relativi.

     

    3- Problemi e Difetti ASCOLTO CONVERSAZIONE:

    a- Per inserirsi nella chiamata e per ascoltare gli interlocutori bisogna che sia inserita, nel cellulare Target, l'AVVISO DI CHIAMATA , nel caso contrario è impossibile fare la CONVERSAZIONE A TRE;

    b- Una volta inserito nella chiamata c'è un segnale acustico udibile da uno o da entrambi gli interlocutori (uno o più beep).

    Risoluzione problemi ASCOLTO CONVERSAZIONI: Registrazione delle conversazioni e invio dei file registrati con connessione internet (GPRS o Wap) all'email o al server. (Anche in questo caso ci sarebbe l'accredito della connessione ma se il cellulare target ha un contratto o una promozione in internet sulla Sim i costi sono da addebitarsi al canone mensile o settimanale che si vuole scegliere.( v. I NOSTRI SOFTWARE CON FUNZIONE DI REGISTRAZIONE CONVERSAZIONE)

     

  • 5) INTERCETTAZIONE: LEGGENDE METROPOLITANE PIU DIFFUSE, OGGI DIMOSTRATEI-N-F-O-N-D-A-T-E

    All' ombra di Echelon

    Tutti conoscono l'esistenza di un sistema di intercettazione e sorveglianza globale che provvede ad analizzare telefonate, ma non solo, in tutto il mondo. Realizzato durante il periodo della guerra fredda, oggi rappresenta un "grande fratello" operante sull'asse internazionale.
    Questo non è un falso mito, anzi , è un'infrastruttura perfettamente operante che tiene sotto controllo costante il traffico in internet, con particolare attenzione alle e_mail. Tuttavia esistono altre credenze che si sono fatte strada nella mitologia moderna su tecniche di spionaggio più o meno fantasiose.

    Sul nostro sito vi sveliamo supposizioni, a cui si aggiunge questa: non esistono telefoni intrinsecamente sicuri.
    Tutti i cellulari sono spiabili, basta sapere come fare ...

    1 Non basta un sms spia inviato da qualcuno per poter avere accesso indiscriminato alle informazioni presenti sul cellulare, perchè ciò avvenda è necessario installare un software che opera in sordina, dunque se si riceve un messaggio con contenuti strani, basta cancellarlo e non scaricare nulla dal web.

    2 Non è possibile collegarsi alle celle telefoniche senza passare dall'operatore per intercettare le conversazioni. Anche se ciò fosse permesso, e non lo è, sarebbe pressochè impossibile individuare e riordinare la sequenza casuale in cui è suddivisa la telefonata.

    3 Non esistono apparecchiature in grado di intercettare le telefonate collegandosi alle onde radio del cellulari su reti GSM e UMTS. Questa pratica era attuabile con il sistema TAC, perchè analogico. Gli operatori attuali hanno commutato i network in digitale, che rende impossibile questo meccanismo per spiare.

    4 Non esistono dispositivi che collegati al computer possono intercettare conversazioni, sms e quant' altro avvenga sul telefonino senza che su quest'ultimo sia stato installato un software spia. prodotti di questo tipo in vendita sul web a volte si rivelano delle bufale, cosi come altri strumenti con hardware dedicato che promettono le stesse funzioni.

    5 Le intercettazioni posso essere fatte esclusivamente dalla polizia giudiziaria su mandato del pubblico ministero e per i casi previsti dalla legge. Non ci sono privati cittadini in grado di eseguire questo tipo di attività perchè è necessario avere accesso ai "ponti di comando " degli operatori telefonici per ascoltare l'attività in corso su un determinato numero di cellulare.

  • 6) Ma i Jammer, comunemente in vendita in alcui siti web, sono legali ?

    JAMMER NELLA COMUNITA' EUROPEA

    Risposta ad una F.A.Q.

    1) E' consentito trasmettere segnali radio sulle frequenze della telefonia mobile solo per scopi di telecomunicazione. Il jammer non "telecomunica" nulla. La potenza di un jammer può arrivare facilmente a 2-5 watt (nulla a che vedere con cimici e altri strumenti, che operano nell'ordine dei milliwatt) che possono divenire anche una dozzina di watt effettivi irradiati se il guadagno dell'antenna è superiore a zero come spesso accade. Infine i jammer sono prodotti che, a differenza di qualsiasi altro, per loro natura sono costruiti per interferire con altri apparecchi (in contrasto generale con le norme di compatibilità elettromagnetica).
    2) A differenza di cimici e molti altri prodotti investigativi, i jammer sono prodotti ricercati talvolta anche dalla criminalità organizzata per scopi che non dettagliamo.
    3) C'è una specifica risposta ad una interrogazione parlamentare CEE, che dichiara i jammer illegali senza possibilità di reinterpretazioni. In mancanza di specifica legislazione, questa presa di posizione ha valore anche per orientare l'eventuale sentenza di un organo giudicante.

    In risposta all'interrogazione E-2651/02: "Le ricerche svolte dalla Commissione indicano che attualmente negli Stati membri non è consentito bloccare la ricezione e l'emissione di segnali GSM.
    Benché la Francia abbia adottato una legge che prepara il terreno all'impiego di sistemi di inattivazione, non esistono ancora regolamenti tecnici di applicazione che permettono di utilizzare legalmente tali dispositivi (jammer).
    La Commissione è a conoscenza del fatto che sistemi di inattivazione sono attualmente disponibili in commercio, in particolare tramite Internet.
    Tali prodotti sono illegali e gli Stati membri sono quindi tenuti a prendere provvedimenti in proposito a norma di quanto disposto dalla direttiva 89/336/CEE del Consiglio del 3 maggio 1989 per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alla compatibilità elettromagnetica o dalla direttiva 1999/5/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 9 marzo 1999 riguardante le apparecchiature radio e le apparecchiature terminali di telecomunicazione e il reciproco riconoscimento della loro conformità, ritirandoli dal mercato (N.D.R. norme marcatura CE).
    Come indica la risposta all'interrogazione scritta P-2753/02 dell'onorevole Caullery, la Commissione non ritiene che l'inattivazione sia la soluzione adeguata per risolvere la questione dell'uso inappropriato dei telefoni cellulari.
    La Commissione non intende pertanto presentare proposte legislative volte a legalizzare l'uso di sistemi di inattivazione."
    In data 31/10/2002. Commissario Liikanen a nome della Commissione CEE.

    4) A differenza di cimici e molti altri prodotti investigativi, con i jammer si possono anche fare gravissimi danni. Facciamo l'esempio del cinema: se un jammer viene collocato su un muro perimetrale adiacente la pubblica via, lo spessore del muro può attenuare il segnale irradiato di circa una decina di dBm ma è certo che risulterà inibita anche un'area sul suolo pubblico esterno adiacente.
    Ipotizziamo un grave incidente stradale in quella zona a tarda ora e senza bar o negozi aperti. Le conseguenze di un ritardo nei soccorsi causato dall'impossibilità di impiego dei cellulari, in una situazione dove un minuto può rappresentare la differenza fra la vita e la morte, sono gravi e facilmente intuibili. Raramente è possibile gestire la propagazione delle onde radio: es. può succedere che l'area di inibizione si dilati solo in una determinata direzione (causa ostacoli, riflessioni e antenne, tecnicamente "lobi" di radiazione), raggiungendo aree anche distanti e fuori controllo a completa insaputa di chi installa l'apparato.

    Articolo 340 del Codice Penale. Interruzione di un ufficio o servizio pubblico o di un servizio di pubblica necessità.
    Chiunque, fuori dei casi preveduti da particolari disposizioni di legge, cagiona una interruzione o turba la regolarità di un ufficio o servizio pubblico o di un servizio di pubblica necessità, è punito con la reclusione fino a un anno. I capi, promotori od organizzatori sono puniti con la reclusione da uno a cinque anni.

    Le eventuali conseguenze in capo all'utilizzatore possono anche essere pesanti nel caso di impiego improrio, scorretto, tecnicamente inadeguato, non conforme o negligente.



    Parigi: bloccate i cellulari!
    Il Governo francese ha dato il via libera affinché certi locali aperti al pubblico possano installare sistemi capaci di bloccare i telefonini

    12/10/04 Parigi. Li chiamano phone jammers e sono strumenti sempre più sofisticati che, usciti dall'ambito sperimentale, consentono in una certa area, come all'interno di una chiesa, di bloccare il segnale di telefonia mobile ed impedire ad un cellulare di funzionare correttamente: non può né ricevere né inviare. Parigi ora ha deciso che è venuta l'ora di permettere la loro installazione.
    Ieri, infatti, il ministro dell'Industria transalpino Patrick Devedjian ha approvato una misura che d'ora in poi consentirà ad una serie di locali aperti al pubblico, come cinema e teatri, di bloccare scientemente le funzionalità dei telefonini dei propri frequentatori.
    Condizione essenziale per poter attivare i jammer in un locale, ha però specificato il ministero francese, è che le chiamate di emergenza dai telefonini siano sempre possibili, una condizione non insormontabile per i nuovi dispositivi. Inoltre la taratura dei sistemi dovrà essere realizzata con accuratezza in modo da non intralciare in alcun modo l'uso del telefonino al di fuori delle sale "bloccate" (***)

    La misura, a cui probabilmente andranno gli applausi di moltissimi frequentatori di cinema e teatri, è stata da lungo tempo richiesta dagli esercenti del settore, come ha confermato Jean Labbe, presidente dell'associazione delle aziende del cinema. Secondo Labbe "l'autorizzazione per i jammer è come la ciliegina sulla torta" dei servizi che i cinema mettono a disposizione dei propri utenti per metterli a loro agio.
    Va detto che proprio in Francia non molto tempo fa accadde uno dei più clamorosi episodi di contestazione dell'uso del telefonino nei cinema, conclusosi con due arresti.

    Tutti i diritti riservati a Punto Informatico, il quotidiano online delle nuove tecnologie.


    (***) N.D.R. Al momento il benestare francese rischia di essere solo teoria inapplicabile a situazioni pratiche. Non risultano infatti dispositivi jammer in grado di bloccare le chiamate in maniera selettiva, cioè di bloccare le comuni telefonate ma non le chiamate di emergenza (!). Servirebbero impianti e soluzioni di costo molto elevato che vanno oltre i principi tecnico/applicativi del normale jammer. Inoltre non è possibile fornire garanzie certe che "un jammer non possa intralciare in alcun modo l'uso del telefonino al di fuori delle sale bloccate" in quanto i principi basilari della radiopropagazione non offrono tali certezze neppure impiegando sofisticati set di antenne direttive.

  • 7) Proposta di legge contro i dispositivi jammer del 19 maggio 2010

    XVI LEGISLATURA

    CAMERA DEI DEPUTATI

           N. 3485

     
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    PROPOSTA DI LEGGE

    d'iniziativa dei deputati

    NACCARATO, MIOTTO

    Modifica all'articolo 1 e introduzione dell'articolo 217-bis del codice delle comunicazioni elettroniche, di cui al decreto legislativo 1o agosto 2003, n. 259, in materia di dispositivi per l'abbattimento di campo

    Presentata il 19 maggio 2010


          
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    Onorevoli Colleghi! — L'evoluzione delle tecnologie nel settore delle telecomunicazioni avvenuta con grande velocità negli ultimi anni ha influito anche sullo sviluppo di sistemi di sicurezza sempre più sofisticati, in particolare per quanto riguarda i sistemi di radiolocalizzazione satellitare e antifurto da installare sulle autovetture. Tale evoluzione tecnologica nell'ambito delle telecomunicazioni ha, con tutta evidenza, un rapporto diretto con la questione della sicurezza, intesa sia come protezione della privacy sia come protezione dei propri beni materiali.
          La presente proposta di legge ha l'obiettivo di normare l'utilizzo dei cosiddetti «jammer», ovvero dei dispositivi per l'abbattimento di campo, per evitare che questi dispositivi siano utilizzati in maniera illegale per abbattere sia il campo radioelettrico dei localizzatori satellitari dei veicoli, allo scopo di non far arrivare allarmi alla centrale operativa (riuscendo così a compiere furti ad autovetture, TIR o altri automezzi), sia quello dei trasmettitori radio/gsm/gprs generalmente impiegati dagli istituti di vigilanza privata. I jammer, infatti, sono apparecchi definiti «disturbatori di frequenze» che, se azionati da malviventi con l'intenzione di compiere un furto, sono in grado di neutralizzare i sistemi di chiusura degli automezzi, schermando il segnale dei telecomandi che ne chiudono le porte.
          Questo utilizzo illegale degli apparecchi jammer è stato denunciato più volte dalla
     
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    stampa (vedi «Quattroruote» maggio 2009), da numerose associazioni di automobilisti, di consumatori e anche di vigilanza privata. Tra queste ultime vale la pena di segnalare l'Unione nazionale istituti di vigilanza (UNIV), l'ASSVIGILANZA, l'Associazione nazionale istituti di vigilanza privata (ANIVP) e l'Associazione nazionale servizi satellitari e telematici (ANSSAT), associazioni tutte federate e rappresentate da FederSicurezza-Confcommercio imprese per l'Italia, la più rappresentativa federazione del settore della vigilanza e sicurezza privata del nostro Paese. In particolare l'ANSSAT è un'associazione fra imprese, fondata nel 1997, che rappresenta oggi le principali aziende attive nella costruzione e nell'erogazione di servizi di telecontrollo con sistemi di radiolocalizzazione satellitare professionale. Nel rapporto 2009 di FederSicurezza-Confcommercio imprese per l'Italia intitolato «Realtà e scenari della vigilanza privata italiana nel contesto europeo» si segnala come, nel corso degli ultimi anni, l'attività di controllo con sistemi di radiolocalizzazione satellitare su mezzi mobili svolta dai soci dell'ANSSAT ha prodotto un risparmio per le compagnie di assicurazione e quindi per i privati e le imprese di autotrasporti mediamente di 55 milioni di euro annui per furti e rapine sventati. Tale somma potrebbe venire meno a causa di un massiccio utilizzo illegale dei jammer per compiere furti e rapine.
          Le apparecchiature jammer, infatti, sono utilizzate in modo illegale per compiere furti sui mezzi dotati di impianti di radiolocalizzazione satellitare. Normalmente il funzionamento di questi impianti satellitari è semplice ed efficace: non appena è rilevata dai sensori posti sull'automezzo una situazione non configurata come «autorizzata» (per esempio un tentativo di furto in corso) la centralina di radiolocalizzazione satellitare rileva tale tentativo e, associando il dato di evento con il dato di posizione del veicolo, attraverso la rete gps, trasmette poi via gsm (con il telefono cellulare, spesso via sms o gprs) o con un altro vettore di comunicazione (ad esempio tramite comunicazione satellitare), a un centro di controllo o a privati cittadini tale evento affinché siano avviate le operazioni di verifica sull'evento stesso. Oggi, senza alcuna regolamentazione sull'utilizzo dei jammer, è possibile acquistare tali apparecchiature – a un costo contenuto a partire da 600 euro – definiti anche «mobile jammer» o «generatori di rumore bianco» che annullano totalmente il segnale gsm o gps intorno a loro, nel raggio di circa 30 metri (in tutte le direzioni) o di circa 100 metri direzionalmente, se non oltre, in funzione della potenza delle apparecchiature utilizzate. Così i ladri di autovetture si possono avvicinare indisturbati alle vetture con il jammer acceso, aprirle senza difficoltà e segni di scasso e metterle in moto o rubare tutto ciò che vi è contenuto. Per tutta la durata del furto dell'autovettura – grazie all'utilizzo del jammer – sebbene i sensori interfacciati agli impianti di radiolocalizzazione posti sui veicoli oggetto di attacco malavitoso abbiano rilevato il fatto, si può avere sia l'oscuramento del dato di posizione fornito dal gps che l'impossibilità di trasmettere la segnalazione di tentativo di furto o di rapina in corso poiché, stante l'assenza del segnale gsm o di un'altro vettore di comunicazione previsto, l'allarme non può essere trasmesso né alla centrale di controllo né al proprietario.
          A riprova della diffusione dell'utilizzo di questi strumenti per compiere furti e rapine ai danni di automobili e di TIR si può ricordare, a titolo di esempio, l'operazione con la quale la Polizia di Stato nel 2008 ha scoperto e assicurato alla giustizia una banda composta da ventitré persone che, nell'area tra Bologna e Modena, in particolare nelle aree di servizio dell'autostrada Autosole e dell'autostrada Bologna-Taranto (precisamente le aree di servizio di Secchia, Cantagallo, La Pioppa, Sillaro e Montefeltro), hanno realizzato furti e saccheggiato molti automezzi e vetture in sosta.
          Le apparecchiature jammer, oltre a essere utilizzate illegalmente per neutralizzare i sistemi di radiolocalizzazione satellitare degli automezzi con finalità criminose,
     
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    sono prodotti in grado di eliminare – come rilevato – il segnale cellulare, causando in alcuni casi veri e propri disagi anche per chiunque si trovi casualmente esposto al raggio di azione di questi strumenti.
          La presente proposta di legge si pone l'obiettivo di dare una risposta concreta sul piano normativo anche in Italia all'indicazione dettata dall'Unione europea per sanzionare l'utilizzo illegale dei jammer, come emerge chiaramente dalla risposta della Commissione dell'Unione europea all'interrogazione scritta n. E-2651/02 (sistemi di disattivazione dei telefoni cellulari) nella quale l'allora Commissario europeo Liikanen, il 31 ottobre 2002, ha scritto: «(...) La Commissione è a conoscenza del fatto che sistemi di inattivazione sono attualmente disponibili in commercio, in particolare tramite Internet. Tali prodotti sono illegali e gli Stati membri sono quindi tenuti a prendere provvedimenti in proposito a norma di quanto disposto dalla direttiva 89/336/CEE del Consiglio del 3 maggio 1989 per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alla compatibilità elettromagnetica o dalla direttiva 1999/5/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 9 marzo 1999 riguardante le apparecchiature radio e le apparecchiature terminali di telecomunicazione e il reciproco riconoscimento della loro conformità, ritirandoli dal mercato (...)».
          In Italia oggi è sanzionabile penalmente chi fa uso di questi prodotti per interrompere un servizio pubblico come quello della trasmissione telefonica, come prevedono gli articoli 340, 617 e 617-bis del codice penale. Nel codice delle comunicazioni elettroniche, di cui al decreto legislativo 1o agosto 2003, n.259, manca però una specifica previsione che punisca l'uso indebito degli apparecchi jammer per l'abbattimento del campo. In questo caso, la presente proposta di legge si pone l'obbiettivo esplicito di sanzionare l'uso improprio di tali apparecchiature tenendo conto del fatto che esse hanno anche un utilizzo del tutto legale e utile, soprattutto nell'ambito delle operazioni militari internazionali. Infatti, i dispositivi jammer sono utilizzati, per esempio, nelle missioni internazionali in Iraq e in Afghanistan con lo scopo di impedire l'azionamento radiocomandato a distanza di ordigni esplosivi al passaggio di convogli militari.
          Per questi motivi, la proposta di legge consta di due articoli. L'articolo 1 prevede l'inserimento, all'articolo 1, comma 1, del già richiamato codice di cui al decreto legislativo n.259 del 2003, con la lettera j-bis) della definizione ufficiale dei dispositivi per l'abbattimento del campo. L'articolo 2 determina, invece, le sanzioni da adottare nell'ambito della produzione, detenzione e uso indebito di dispositivi per l'abbattimento di campo, prevedendo l'inserimento, dopo l'articolo 217 del medesimo codice, di un nuovo articolo 217-bis. In particolare, al comma 1 del nuovo articolo 217-bis sono fissate le sanzioni penali e pecuniarie per chiunque detiene, a qualsiasi titolo e senza giustificato motivo, e ne faccia un uso improprio, dispositivi per l'abbattimento di campo. Al comma 2, invece, è fissata la sanzione penale e pecuniaria da applicare nei casi più gravi, ovvero quando i dispositivi per l'abbattimento di campo sono utilizzati per commettere fatti illeciti o per favorire la fuga dei responsabili di gravi reati.
          Infine, al comma 3, è prevista, a seguito della sentenza di condanna per quanto previsto ai commi 1 e 2, la confisca del dispositivo per l'abbattimento di campo ai sensi dell'articolo 240 del codice penale.
     
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    PROPOSTA DI LEGGE

    Art. 1.
    (Definizione dei dispositivi per l'abbattimento di campo).

          1. Dopo la lettera j) del comma 1 dell'articolo 1 del codice delle comunicazioni elettroniche, di cui al decreto legislativo 1o agosto 2003, n. 259, è inserita la seguente:

              «j-bis) dispositivi per l'abbattimento di campo: dispositivi in grado di rendere impossibile o disturbare le comunicazioni radio e telefoniche e le trasmissioni di segnali audio o video, anche digitali o satellitari;».

    Art. 2.
    (Sanzioni pecuniarie e penali per la detenzione e l'uso indebito di dispositivi per l'abbattimento di campo).

          1. Al capo VII del titolo V del codice delle comunicazioni elettroniche, di cui al decreto legislativo 1o agosto 2003, n. 259, dopo l'articolo 217 è aggiunto il seguente:
          «Art. 217-bis. – (Detenzione e uso indebito di dispositivi per l'abbattimento di campo. Sanzioni). – 1. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, senza giustificato motivo, detiene a qualsiasi titolo e in qualsiasi luogo ovvero usa indebitamente dispositivi per l'abbattimento di campo è punito con l'arresto fino a sei mesi e con l'ammenda fino a euro 670.
          2. Qualora il dispositivo di abbattimento del campo sia utilizzato per commettere altri reati ovvero per favorire la fuga dei responsabili, si applica la pena della reclusione da uno a tre anni e della multa fino a euro 1.200.
     
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          3. Con la sentenza di condanna per i reati di cui ai commi 1 e 2, anche a pena condizionalmente sospesa, è sempre disposta la confisca del dispositivo di abbattimento del campo ai sensi dell'articolo 240 del codice penale».

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