Azienda di Fornitura microspie allo Stato, Tutti a casa
A casa per tre mesi 18 dipendenti di Radio Trevisan, azienda di apparecchi per intercettazioni
Aldo Livolsi, ex manager Fininvest, si interessò nel 2005 all’acquisto dell’impresa
di SILVIO MARANZANA
La cassa integrazione colpisce anche i fornitori dei servizi segreti. Da lunedì sono a casa, e vi rimarranno per tredici settimane, 18 tra ingegneri e tecnici della novantina di dipendenti della cosiddetta fabbrica del Grande fratello. Si tratta di Radio Trevisan, l’azienda internazionalmente nota che ha sede in via Pietraferrata e che produce apparecchiature per le intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali: dalle microspie grandi come un chicco di riso in grado di captare anche il battito di ali di una farfalla fino alle cabine di regia per le intercettazioni che vengono installate negli uffici giudiziari, nelle questure e nelle caserme. Da anni Radio Trevisan è specializzata anche in apparecchiature per intercettazioni telematiche: catturano le e-mail, replicano le pagine web che l’intercettato sta visitando.
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L’unico cliente di Radio Trevisan è lo Stato: oltre ai servizi segreti, polizia, carabinieri, Guardia di finanza, le Procure della repubblica e le Direzioni distrettuali antimafia. Qualche tempo fa le cimici realizzate a Trieste venivano acquistate dagli apparati di sicurezza in Francia e addirittura in Cile. Per molte forniture oggi è però necessario vincere le gare d’appalto e molte ditte concorrenti sono nate: una, la ”Innova”, ad appena cento metri di distanza.
«Lo Stato non ha soldi e non paga le fatture», si lamentano i dipendenti. Impossibile avere direttamente dall’azienda notizie sui motivi della ”cassa”. «L’amministratore delegato Francesco Palumbo non fornisce e non intende che venga fornita alcuna informazione», risponde la responsabile del personale. Gli stessi sindacalisti ne sanno poco. Di certo una grave crisi aveva colpito Radio Trevisan già nel dicembre 2006: per nove dipendenti era stata avviata la procedura di mobilità ed erano stati annunciati ulteriori nove esuberi.
L’azienda è di proprietà dell’imprenditore lombardo Enrico Magni, amministratore della Laser line, azienda leader nei sistemi antifurto con sede nell’hinterland milanese, ma nel 2005 si era interessato al suo acquisto l’ex manager della Fininvest Aldo Livolsi. Con il suo fondo Convergenza aveva messo in atto un piano per acquisire una serie di aziende specializzate in intercettazioni e la prima a finire nella rete era stata la Sio di Monza, uno dei marchi più noti tra gli esperti del settore. La trattativa triestina però si era arenata. Fino a quattro anni prima Radio Trevisan era stata proprietà di Marcello Skoric, figura di primo piani nel panorama ippico nazionale quale proprietario del mitico Indro Park.
L’anno boom per l’azienda era stato il 2002 in cui il ricavo delle vendite e dei servizi (i tecnici specializzati effettuano anche le manutenzioni delle apparecchiature) aveva sfiorato i 40 milioni di euro. Un anno dopo però questa cifra era già scesa a 30 milioni. Nel maggio 2004 comunque è stata inaugurata la nuova, importante sede. Fino ad allora l’azienda era ospitata in un’anonima costruzione di mattoni rossi priva di insegne dopo essere nata, negli anni Ottanta in via delle Milizie, a Rozzol. Contemporaneamente erano saliti i debiti con le banche e la passività complessiva. Nel 2005 la Tim aveva lanciato l’allarme: troppi i telefoni ascoltati dalle forze dell’ordine, era stato raggiunto il limite di apparecchi intercettabili.
Ma i dipendenti non si arrendono: «C’è ancora spazio sul mercato, non intendiamo perdere il nostro posto di lavoro».
(fonte: IL PICCOLO)
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